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Pavimentazione stabilizzata esterna

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Per quanto la si possa compattare e rullare per renderla planare e percorribile, una superficie terrosa, strada o piazzale che sia, presenta difetti tipici: se piove si inzuppa e forma pozze fangose, quando è asciutta è polverosa e soggetta a crescita erbosa nei punti di minor calpestio.

Esistono composti che permettono di eliminare questi inconvenienti ed assicurare una pavimentazione stabilizzata, una superficie compatta e naturale: non si tratta di leganti veri e propri, ma di catalizzatori migliorativi delle caratteristiche del cemento e della calce normalmente utilizzati per legare il materiale terroso da consolidare, senza alterare l’aspetto finale ed impedendo alla superficie di formare polvere o favorire crescite indesiderate. 

Quello prodotto da Azichem si chiama Stabilsana ed è una miscela di sali inorganici atossici, a base di silicati, fosfati e carbonati di calcio e potassio, grazie alla quale i leganti possono essere utilizzati in quantità minore, ottenendo una superficie stabilizzata che mantiene il colore originale della terra battuta. Non tutti i terreni sono idonei, ad esempio devono presentare basso contenuto di argilla e terra vegetale; meglio ricercarli in cava nella quantità occorrente, anche per evitare differenze di colore a scapito dell’uniformità del risultato.

Un chilo di catalizzatore in polvere, disciolto preventivamente in 30 litri d’acqua, è sufficiente per stabilizzare un metro cubo di pavimentazione; il liquido va poi aggiunto all’impasto (terra + cemento o calce) e ad ulteriore acqua fino ad arrivare complessivamente a 80-100 litri.
L’impasto va steso su un sottofondo livellato e compattato, poi viene rullato per espellere l’aria e l’acqua; per un buon risultato, la superficie va compresa tra cordoli o cunette. Il lavoro può essere eseguito anche da un buon fai da te.    

  1. Nell’impasto di terra e legante premiscelati a secco si aggiunge il catalizzatore disciolto a parte, quindi si versa la quantità di acqua ancora necessaria per completare le dosi.
  2. Il conglomerato terroso (qui miscelato da una pala mescolatrice) viene versato sul sottofondo e subito distribuito in modo uniforme con rastrellatura manuale, fino alla quota di pavimento finito.
  3. Mentre procede con la stesura, si può eseguire la rullatura sul tratto già rivestito: se la ruota del rullo si bagna in modo omogeneo occorre attendere qualche decina di minuti per favorire l’asciugatura superficiale ed evitare il distacco della parte superficiale della pavimentazione. Bisogna rispettare 4-5 giorni di stagionatura senza percorrere la pavimentazione; se le condizioni ambientali fanno presumere un’asciugatura troppo rapida può rivelarsi opportuno bagnare la superficie e ricoprirla. Azichem
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